Marittimi: querelle Onorato-Grimaldi, interviene la Federmar-Cisal

Per la Federmar-Cisal, nella disputa in corso tra Onorato e Grimaldi, torna a vantaggio del primo l’aver messo il dito in una piaga, che volenti o nolenti, esiste, quella della disoccupazione dei marittimi italiani, essendo il loro posto sulle navi della flotta nazionale stato coperto con lavoratori extracomunitari. Per questo motivo la recente nota della Confitarma – “Avviso ai naviganti” – non rende onore al suo Presidente Grimaldi perché farcita di tutta una serie di inesattezze e di travisamenti dei fatti. In primo luogo, contrariamente a quanto viene affermato circa una flessibilità del Registro Internazionale in ordine alla formazione degli equipaggi, va rimarcato che una delle finalità di tale strumento era l’incremento dell’occupazione ed a tale scopo venivano dettati precisi criteri circa la presenza dei marittimi italiani a bordo delle navi soggette a tale regime. Soltanto successivamente, con opera di lobbying in Parlamento e con l’appoggio dei sindacati confederali, la Confitarma è riuscita a fare modificare le norme sia del Registro Internazionale che del Codice della Navigazione, rendendo così possibile quella flessibilità a cui fa riferimento. Oltre a ciò, la Confitarma ha sempre osteggiato ogni tentativo (Osservatorio, riforma del collocamento, banca dati nazionale) di regolamentare il mercato del lavoro marittimo con la conseguenza che nell’anno 2017, in piena epoca informatica, è del tutto sconosciuta la consistenza della categoria che esercita stabilmente la professione del navigante, rendendo in tal modo impossibile ogni qualsivoglia politica occupazionale. Attraverso l’inesistenza del mercato del lavoro e mediante il ricorso agli accordi in deroga firmati con i sindacati confederali in quasi tutte le aziende, la Confitarma ha raggiunto lo scopo della massima flessibilità nella composizione degli equipaggi, lasciando però a terra i marittimi italiani. Indicativo lo spirito della Confitarma verso questi lavoratori quando nella sua nota cerca di passare per benemerita, affermando che non imbarcando queste maestranze fa risparmiare allo Stato qualcosa come 350 milioni di euro tra decontribuzioni varie mentre, tuttavia, omette di menzionare le centinaia di milioni a carico della collettività per gli sgravi fiscali della Tonnage-Tax che quindi ritiene essere un beneficio dovuto per le imprese di navigazione. Nel perseguire i suoi obiettivi – marittimi stranieri a bordo anche oltre i limiti imposti dal Registro Internazionale – la Confitarma ha trovato la strada spianata dalla disponibilità dimostrata in ogni atto dagli altri due soggetti che avrebbero dovuto sollecitare e vigilare su una corretta gestione del mercato del lavoro marittimo: sindacati e Ministero dei Trasporti. I primi sono stati legati mediante accordi di carattere economico sotto forma di contribuzione in relazione ai componenti gli equipaggi delle navi iscritte nel Registro Internazionale (a quale titolo se l’affiliazione al sindacato è facoltativa?) che portano alcuni milioni di euro all’anno nelle loro casse; il secondo, il MIT, ha invece costantemente applicato la tecnica delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. In conclusione, è una cosa positiva per il futuro occupazionale dei marittimi che il Parlamento abbia deliberato il cosiddetto Emendamento Cociancich: ora sta al Ministero dei Trasporti uscire dal suo torpore e darne attuazione quanto prima per il bene della categoria.