Marittimi, la Federmar-Cisal scrive al Ministro Graziano Del Rio

In una lettera inviata al Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, la Federmar-Cisal denuncia le responsabilità alle quali fa risalire la grave condizione di disoccupazione esistente tra i marittimi di questo paese. E’ convincimento dell’organizzazione sindacale che in primo piano della essere posto lo stesso Ministero dei Trasporti, totalmente assente in tutti questi anni nell’applicare quegli strumenti (Osservatorio del mercato del lavoro e riforma del collocamento) che il legislatore aveva posto a tutela dei marittimi italiani nell’apertura all’impiego dei lavoratori stranieri sulle navi della flotta nazionale. Per la Federmar-Cisal è probabile che il Ministero sia stato indotto a sottovalutare il problema occupazionale dei marittimi davanti alle posizioni delle associazioni armatoriali e dei sindacati di categoria di Cgil-Cisl-Uil, parti sicuramente più attente a gestire il ricorso ai marittimi extracomunitari che i posti di lavoro per i naviganti di questo paese. Infatti da oltre vent’anni è in piedi una sinergia di reciproco interesse tra Confitarma e sindacato confederale che di volta in volta, a forza di deroghe, ha allentato le maglie ed i vincoli nella formazione degli equipaggi, concedendo in pratica mano libera alle imprese armatoriali, sia della navigazione oceanica che del cabotaggio, nella sostituzione dei marittimi italiani con i non comunitari. Esiste, quindi, documenti alla mano, un legame tra Confitarma e sindacati confederali non solo di gestione ma anche di sostanza se annualmente alcuni milioni di contributi vengono versati dagli armatori nelle casse di queste organizzazioni. Tuttavia, sempre secondo la Federmar, con l’emanazione del Dlgs. 221/2016, c’è la concreta possibilità di imprimere una radicale sterzata nella politica occupazionale del comparto marittimo di questo paese, trovando – come anche propugnato dall’armatore Onorato – un giusto equilibrio nella formazione degli equipaggi nel complesso della flotta (cabotaggio ed oceanica) in grado di conciliare le giuste aspettative dei lavoratori ad avere un’occupazione con la necessità delle imprese di sostenere la concorrenza delle altre marinerie. In conclusione una stoccata alla Confitarma per la minaccia di trasferire parte della flotta sotto altre bandiere, associazione che da sempre piange miseria per ottenere qualcosa in cambio.